E tu, per cui si vergan queste carte,
Sacrata a Dio ne' tui più teneri anni,
Deh come provato hai ben la tua parte,
Se gli avvien mai che 'l falso il ver condanni.
Ma tempo è omai di rivoltar le sarte
Dei versi miei fuor de' comuni affanni,
E ritornare a dir, là sì com'era,
Il dolce tempo della primavera.