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1503–1572

Capitolo secondo

Agnolo Bronzino

Se noi fussimo, o Musa, un di que' savi che s'avien tanto credito acquistato col parlar rado e cogl'andar soavi, ci basterebbe aver sopra accennato

che lo starsi è un ben non conosciuto e sarebb'or creduto e seguitato; ma dov'a quei bastava solo un fiuto dare alle cose e far che le persone

non vi facessin dubbio o rifiuto, a noi senza consulti di ragione passati per istaccio e per filiera, poveri stradiotti, ognun s'oppone;

anzi non basta por la cosa vera, dimostrativa, liquida e digesta, ch'e' te la dan di favola e chimera, onde, a voler por fine a questa festa,

vorrei saper se voi siete dal mio o pur v'armate a farmi incontro testa. Più presto sì che no, veggo ben io. Che vorreste voi dir? dite pur, via,

ché, quand'io perda, i' perderò del mio. Vorreste voi mai dir ch'e' none stia ben questo starsi mio, perché la gente arebbe d'ogni cosa carestia?

E che, s'ognun non facesse niente, ond'aremmo le calze o le scarpette o altra cosa all'uomo appartenente? Staremmo forse come le civette

per le grotte e pe' tufi? e come strane bestie mangeremm'erbe e ghiande schiette? Non più, ch'io 'ntendo e non sare' domane bastante a dir di quante cose il mondo

sarebbe privo in poche settimane; né pensate ch'io sia però sì tondo, ch'io v'allegassi quell'età dell'oro, dove lo starsi la menava a ttondo.

Ma non dico, in buon'ora, di costoro: calzolai, sarti, murator, fornai lavorin pur; che buon pro faccia loro; e' contadin, che tanto più dassai

son quanto men si stanno ed altri molti ch'a dir di tutti non finirei mai. Ben che di questi e di molt'altri, volti, ancor che bisognosi, al non far nulla,

si vede spesso e non son però stolti. Questi hanno dalle fasce e dalla culla di viver senza brighe e senza darsi pensieri, se non qualcun che gli trastulla

e lasciano a' parenti affaticarsi o agl'altri congiunti o agl'amici e vivan sol del prelibato starsi. Non hanno i cuori aghiadati e mendici,

sono animosi e si ridon di questi, che non hanno mai ben, pazzi e 'nfelici. Di nuovo io veggo ben che voi vorresti farmegli sgherri o mariuoli o ladri,

ch'a dir furfanti non v'arrischieresti. Assettatela pur, ch'ella vi quadri a modo vostro, con questo che i tristi mai non pensiate ch'io pulisca o squadri.

Stiasi pur un, ma non però s'acquisti con tradimenti o frodi o giunterie gnun di que' nomi che dir mi sentisti. Né s'accetta anco nelle carte mie

parassiti o buffon, dico di quelli che ne fanno arte o simil porcherie, che ti vanno frecciando o trafurelli, novellier, malelingue o susurroni,

che non son per lo starsi o buoni o belli. No, perché questi son manigoldoni, che non fanno lo starsi per grandezza o con discorsi regolati e buoni,

ma per infingardaggine o fiacchezza, per fellonia, per malizia o 'ngnoranza, creati a gogna, a mitera e cavezza. Non vuolsi lo starsi ch'io dico in sustanza

simil compagni, ma persone ardite, accorte e leste e di qualche creanza. Persone per natura atte ed insite a far, quand'e' volessin, ma si stanno,

perch'e' par che 'l dovere acciò l'invite. Ché, se gl'orsi e' lion nulla non fanno e' cignali e tant'altre fiere e bruti e' son pur vivi per befana ogn'anno

e la natura par che sì gl'aiuti e provvegga di cibo e arme e vesti, non voglion esser da manco tenuti, dove ch'i buoi e gl'asini e di questi

altri sgraziati, affaticati e morti vivano a stento or punzecchiati or pesti. Queste son pur ragion gagliarde e forti; se par loro esser me' ch'e' porci e' draghi,

parn'e' però ch'egl'abbin tutti i torti? Quanti son que' che per esser sì vaghi di far vivon a compito e alla fine non hanno tanto che 'l fornaio si paghi?

E forse ch'ogni giorno le dozzine non si vede fallirne? e chi s'impaccia con lor, s'affoga nelle lor ruine. O tre volte felici voi che, faccia

chi vuol quel che gli par, vivete a starvi, che vi si può ben dir: buon pro vi faccia. Orsù, che dite? volete accordarvi con meco a celebrarli o pur di nuovo

converrà ch'io ritorni a tempestarvi? E voi pur duri; or oltre s'io mi muovo contro a chi fa senza forza o bisogno, basterann'egli? e con ragion ve 'l provo.

Ben potrei dir ch'ogni cosa ombra e sogno è che si fa; ma tante volte è detto che a rinfrescarvel più me ne vergogno. Ditemi un poco or voi che l'intelletto

avete volto al fare, alla fatica, potendo starvi in agio e in diletto, poi che costor non voglion ch'io lo dica a' poveri e, ben poveri d'ingegno,

più che di roba e di fortuna amica, che vorreste voi far, che fusse degno esercizio per voi? Treccon, barbieri non cred'io già che sien vostro disegno.

Né certe altre arti che mal volentieri fan le persone meccaniche e vili, non ch'i par vostri uomin galanti e veri. Vorrete opere far chiare e gentili;

ma qual saranno? A qual v'appiccherete? Di che maniere o di che sorti o stili? A mercatura forse attenderete? Troppo pericolosa in mare e 'n terra

e di che pregio sia voi ve 'l sapete. Vi volgerete all'arte della guerra? Fate voi, se voi siete a ciò inclinati, né curate storpiarvi o ir sotterra;

ben che la maggior parte de' soldati son dello starsi o creati o divoti, vaghi d'andarsi a spasso e sfaccendati. E questo passo è degno che si noti

che l'ire al soldo e 'l lavorare, insieme non vanno e son di spezie assai rimoti. E s'e' duron fatiche spesso estreme non è per conto di studio o lavoro,

ma perch'il lor pensier nulla non teme. Né io per me dallo starsi costoro saperrei separar, se già ingordigia non gli tirasse a ciò d'argento e d'oro,

perché, quando ciò fusse, assai più bigia d'ogn'altra opera e scura mi parrebbe, da fuggirne la vista e le vestigia. Ma farla per difesa e qual si debbe

pel giusto, per la patria e per la fede, chi saria quel che non la loderebbe? E poi che 'l fin della guerra si vede esser lo starsi, la pace e 'l riposo,

per un giuoco di starsi si concede. Questa non ha quel durar fastidioso ch'hanno gli studii e l'arti, ma finisce, spento 'l falso, l'eretico e 'l noioso.

Finita adunque, che farete? ordisce l'animo vostro altro viluppo? e darvi a che scienza o arte altra appetisce? Legisti forse o filosofi farvi

cercate o forse medici o poeti o 'n pittura o scultura esercitarvi? Deh, perché non poss'io mille segreti fastidi aprirvi in qual sia studio e arte,

da farvi stare essendo savii, cheti? Ma perch'a voler dare ad ogni parte il suo dover sarebbe opra tediosa, restrignerenci a ragionar di parte,

come lo starsi alquanto si riposa.

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